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Come distinguere il factoring dal recupero crediti

09 Apr

L’attività di factoring, avendo natura eminentemente finanziaria, deve essere distinta dall’attività di recupero crediti e gode dell’esenzione Iva. L’Agenzia delle Entrate ritiene, infatti, che per stabilire il corretto regime impositivo da applicare si debba individuare di volta in volta quale sia la causa del contratto stipulato tra cedente e cessionario e la natura dell’operazione concretamente realizzata: se la causa del contratto consiste nell’ottenere da parte del prestatore una gestione dei crediti rivolta essenzialmente al recupero degli stessi, l’operazione è da qualificare come recupero crediti e, come tale, imponibile ai fini Iva. Di contro, qualora il creditore, con la stipula di un contratto di factoring, voglia ottenere un finanziamento, per il quale paga una commissione che si configura come un pagamento di interessi (essendo solitamente quantificata in una percentuale dell’ammontare dei crediti ceduti), allora appare evidente che il factoring costituisce una vera e propria operazione finanziaria esente da Iva. A tal fine, nella risoluzione viene fornito un elenco non esaustivo dei possibili criteri di distinzione delle due fattispecie.

(Agenzia delle Entrate, R.M. n.32, 11/03/11)

 

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